IL PRESEPE

SEMPRE APERTO PER TUTTO IL MESE DI DICEMBRE

Quasi sempre ad ogni Natale si è arricchito di una nuova scena e ad oggi si può ben affermare che in esso viene rappresentato tutta la vita di Cristo. Ad un primo sguardo d’insieme si nota come è costituito da due parti.

Nella prima parte viene raffigurato quanto i cosiddetti Vangeli dell’infanzia narrano di Gesù: l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele a Maria SS.ma; la visita della Madonna alla cugina S. Elisabetta; l’episodio evangelico in cui S. Giuseppe viene a sapere da un angelo del progetto che Dio ha su Maria, sua promessa sposa, e su di lui; l’arrivo della Santa Famiglia a Betlemme in occasione del censimento di Cesare Augusto e l’ormai prossima nascita del divin Bambino.
Naturalmente occupa uno spazio di primo piano la grotta dove è avvenuta la nascita di Gesù e l’adorazione dei magi. L’illuminazione notturna qui aiuta il pellegrino a capire come Cristo sia luce del mondo. Tutta la scena della divina nascita infatti è illuminata con una luce fioca come di piccolo fuoco acceso, ma una luce forte e calda parte dalla mangiatoia e, illuminando la statua di Gesù Bambino, va a colpire i volti di Maria SS.ma e  di S. Giuseppe, quasi a voler sottolineare che Cristo, luce del mondo, illumina il volto e quindi il cuore e la vita di coloro che si aprano ed abbracciano con fede il progetto di vita che Dio Padre ha su di loro, sperimentando così che solo in questa divina volontà c’è il loro vero unico bene. Intanto una folla di pastori, che giungono dal poggetto su cui è situata Betlemme storica, sembrano avviarsi verso la grotta per adorare il celeste Bambino, ognuno portando i propri doni. Una grande stella cometa svetta sulla grotta rendendo il tutto molto suggestivo.
Poco distante, in altre due grotte è raffigurata la scena in cui gli angeli annunciano ai pastori che è nato il Salvatore in tripudio di canti e di luce.
La gioia del Natale viene però a questo punto quasi spezzata dalla tragica scena della strage degli innocenti che mostra fino a che punto può giungere la violenza dell’uomo quando, per orgoglio e superbia, non ha nient’altro nella mente e nel cuore che la propria autoesaltazione e autoaffermazione giungendo così ad uccidere e uccidere i deboli, i più indifesi. Questa scena mette in evidenza al fedele che la strage dei santi piccoli martiri, causata dal re Erode, oggi, purtroppo, continua ancora a causa dell’egoismo dell’uomo che non tiene più conto della dignità della persona, della sua vita dai suoi albori fino all’ultimo istante, causando così sofferenza e morte.
La santa Famiglia riesce a scampare all’immane tragedia perché Giuseppe avvisato in sogno da un angelo, nottetempo, fugge in Egitto. Il presepe di Montignoso rappresenta questo episodio evangelico attraverso una doppia scena a contrapposizione. Da un lato la semplice ed umile dimora dove i novelli sposi, Maria e Giuseppe, pur in esilio vivono momenti di pace e contemplano l’umiltà di Dio che, fattosi Bambino, sta imparando a camminare. Dall’altra parte la sontuosa reggia faraonica con le sue divinità e riti pagani che mette in evidenza che quando l’uomo è accecato dalla superbia si crede di essere un dio e si proclama tale. Ma prima o poi tutto scompare e si dilegua nel nulla così come è accaduto per i tanti sovrani, imperatori e faraoni di cui la nostra storia è costellata.
Subito dopo viene rappresentata la vita nascosta di Gesù a Nazareth. Dapprima adolescente, impara l’arte del falegname. Poi, insieme a sua Madre Maria, accanto a Giuseppe nel momento del suo beato transito.

La seconda parte del presepe raffigura la vita pubblica di Gesù. Due quadri in bassorilievo presentano l’episodio delle nozze di Cana, dove Gesù, compiendo il primo miracolo, comincia a svelare la sua identità e l’episodio della risurrezione di Lazzaro, dove Egli afferma che è Lui la vita e la risurrezione. Seguono le scene che narrano la passione morte e risurrezione di Cristo: l’ultima cena; nell’Orto degli ulivi Gesù agonizzante con Pietro, Giacomo e Giovanni beatamente addormentati; il processo di Gesù di fronte a Pilato e la conseguente e tremenda flagellazione. Situata in un piccolo viottolo c’è la commovente scena dell’incontro di Maria SS.ma con Gesù che porta la croce lungo la via del Calvario. Poco distante Gesù esanime sulle braccia della Madre e Longino, il centurione romano, in ginocchio in atteggiamento di adorazione e di fede. Infine la gloriosa risurrezione: Gesù maestosamente bello che troneggia con le braccia aperte sulla tomba vuota, davanti alle tre Maria piangenti perché non avevano trovato il corpo del Signore nel sepolcro.

Il presepe trova la sua ultima scena in quadro in bassorilievo che raffigura la scena della Pentecoste: Maria SS.ma, attorniata dagli apostoli nel Cenacolo, è presente all’effusione dello Spirito Santo in uno dei momenti fondanti e fondazionali della Chiesa.
Sono tantissimi i pellegrini che arrivano a Montignoso per visitare questo presepe. Bambini, giovani anziani, fidanzati, sposi, religiosi e sacerdoti giungono non solo dalla Toscana ma anche da altre regioni d’Italia, soprattutto dal Lazio, dalla Campania, dal Veneto, dall’Emilia Romagna, dalla Lombardia, dalla Liguria, dalla Sicilia. La visita guidata gratuita che viene offerta diventa occasione di catechesi e di evangelizzazione che permette al fedele la possibilità di meditare e contemplare l’amore infinito che Dio ha mostrato inviando il Suo Figlio Unigenito per la salvezza dell’umanità e di come questa salvezza viene continuamente offerta all’uomo. Particolarmente belli sono i momenti offerti e organizzati “ad hoc” per i bambini e ragazzi che, accompagnati o dai loro insegnanti o dai catechisti e parroci, giungono qui per il periodo natalizio o per prepararsi alla ricezione dei sacramenti della Comunione e della Confermazione.

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